Caldo, insonnia e irritabilità
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Caldo, insonnia e irritabilità: come l’estate influisce sulla salute mentale

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Le alte temperature incidono sull’equilibrio psicologico quanto su quello fisico: peggiorano la qualità del sonno e amplificano irritabilità, ansia e oscillazioni dell’umore. Lo conferma un numero crescente di studi. Una revisione sistematica pubblicata su Lancet Planetary Health nel 2023, ha collegato l’aumento della temperatura ambientale a un peggioramento di diversi indicatori di salute mentale. Sul fronte dei servizi sanitari, un’indagine apparsa su JAMA Psychiatry, condotta su circa 3,5 milioni di accessi al pronto soccorso negli Stati Uniti, ha rilevato che nelle giornate estive più calde le richieste di assistenza per disturbi psichici crescono tra il 5% e il 10% rispetto ai periodi più miti.

Il fenomeno riguarda da vicino anche l’Italia. Uno studio pubblicato, nel 2024, su Scientific Reports ha esaminato gli accessi ospedalieri in Campania, nelle estati tra il 2016 e il 2019, individuando un incremento statisticamente significativo delle visite in pronto soccorso in concomitanza di temperature percepite superiori ai 39 °C. Un dato significativo per un Paese in cui le ondate di calore stanno diventando ogni anno più frequenti e prolungate.

La parola all’esperto

I numeri poc’anzi citati sono il riflesso di una catena di meccanismi fisiologici precisi: la termoregolazione sotto sforzo, la disidratazione, l’aumento del cortisolo e, soprattutto, il sonno frammentato che riduce la capacità di gestire stress ed emozioni. Nella seguente intervista, la Dott.ssa Jessica Barbieri, psicologa clinica, psicoterapeuta ed esperta in neuropsicologia del Poliambulatorio Modoetia di Monza, spiega come riconoscere i segnali di rischio, chi è più esposto e quando è opportuno rivolgersi a uno specialista.

Si parla spesso di come il caldo incida sull’umore e sulla salute mentale. Da un punto di vista clinico, l’estate e le alte temperature influenzano davvero il benessere psicologico e in che modo?

“Sì, le alte temperature possono influenzare il benessere psicologico in diversi modi. Sebbene l’estate venga spesso associata a vacanze, relax e buon umore, per alcune persone può rappresentare un periodo di maggiore vulnerabilità emotiva.

Il caldo intenso costituisce infatti un vero e proprio fattore di stress per l’organismo. L’aumento della temperatura corporea, la sudorazione, la disidratazione e le alterazioni del sonno possono provocare stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione e una maggiore sensibilità allo stress stesso.

Esiste inoltre una parziale sovrapposizione tra alcuni effetti fisiologici del caldo e i sintomi dell’ansia: tachicardia, aumento della frequenza respiratoria, sensazione di debolezza, vertigini, nausea o fame d’aria possono essere interpretati come segnali di pericolo e alimentare ulteriormente la preoccupazione, soprattutto nelle persone più predisposte all’ansia o agli attacchi di panico.

Le temperature elevate sembrano inoltre favorire un aumento degli ormoni dello stress, come il cortisolo, influenzando negativamente l’attenzione, la capacità di concentrazione e la regolazione emotiva. Anche la disidratazione e gli squilibri elettrolitici possono contribuire a sensazioni di affaticamento, confusione e irritabilità.

Infine, non vanno trascurati gli aspetti psicologici e sociali. L’estate porta con sé aspettative di benessere, socialità e felicità che non sempre corrispondono all’esperienza reale. Quando tali aspettative vengono disattese, oppure quando la routine quotidiana cambia bruscamente, alcune persone possono sperimentare un peggioramento dell’umore, maggiore ansia o un senso di disorientamento”.

 Caldo e insonnia spesso si presentano insieme. In che modo la difficoltà a dormire nelle notti estive si ripercuote su irritabilità, nervosismo e tono dell’umore?

“Caldo e insonnia sono strettamente collegati e possono influenzarsi reciprocamente. Durante l’estate, le elevate temperature costringono l’organismo a un lavoro costante di termoregolazione, aumentando la sensazione di affaticamento e stress fisico. A questo si aggiungono la sudorazione, la perdita di liquidi e i cambiamenti nelle abitudini quotidiane tipici del periodo estivo.

Le notti più calde rendono spesso difficile addormentarsi o mantenere un sonno continuo e ristoratore. Inoltre, le giornate più lunghe, le attività serali e la tendenza a modificare gli orari abituali possono alterare il normale ritmo sonno-veglia.

Quando il sonno diventa insufficiente o di scarsa qualità, aumenta la vulnerabilità emotiva. La persona può sentirsi più irritabile, nervosa, impulsiva e meno tollerante alle difficoltà quotidiane. Anche la capacità di concentrazione, di gestione dello stress e di regolazione delle emozioni può risultare compromessa.

Dal punto di vista biologico, questi effetti sono legati anche alle variazioni della melatonina, l’ormone che regola il ciclo sonno-veglia e che risente sia dell’esposizione alla luce sia delle modificazioni della temperatura corporea. Durante l’estate, la combinazione tra maggiore esposizione luminosa e caldo notturno può contribuire a rendere il sonno meno efficace. Per questo motivo, quando caldo e insonnia si associano, possono favorire un circolo vizioso in cui la stanchezza aumenta l’irritabilità e il disagio emotivo, mentre lo stress e la tensione rendono ancora più difficile dormire bene”.

Ci sono persone più vulnerabili agli effetti del caldo sulla sfera psicologica, ad esempio per età, abitudini o condizioni preesistenti?

“Sì, alcune persone sono più vulnerabili agli effetti del caldo sulla salute mentale e sul benessere psicologico. Tra queste troviamo innanzitutto chi soffre già di disturbi d’ansia, depressione, disturbo bipolare o altre condizioni psicologiche. In questi casi le elevate temperature possono contribuire ad aumentare irritabilità, stress percepito, agitazione e intensità dei sintomi.

Particolarmente esposte sono anche le persone anziane e coloro che presentano malattie neurodegenerative o disturbi cognitivi, come le demenze o il morbo di Parkinson. In queste condizioni la capacità di regolare la temperatura corporea può essere ridotta e la disidratazione può manifestarsi con maggiore facilità attraverso confusione mentale, agitazione e peggioramento del funzionamento cognitivo.

Anche bambini e anziani risultano più vulnerabili perché i meccanismi di termoregolazione sono meno efficienti: gli anziani spesso percepiscono meno lo stimolo della sete, mentre i bambini tendono a disidratarsi più rapidamente.

Infine, un ruolo importante è svolto dalle abitudini di vita. Il consumo eccessivo di alcol, che favorisce la disidratazione, così come i bruschi cambiamenti nei ritmi quotidiani, negli orari del sonno e nelle routine abituali, possono aumentare la sensazione di affaticamento e influire negativamente sull’equilibrio emotivo.

In generale, quanto maggiore è la vulnerabilità fisica o psicologica della persona, tanto più è probabile che il caldo intenso rappresenti un ulteriore fattore di stress per l’organismo e per il benessere mentale”.

Quali accorgimenti pratici possono aiutare a proteggere il sonno e l’equilibrio emotivo durante i mesi più caldi?

“La buona notizia è che molti degli effetti del caldo sul benessere psicologico possono essere prevenuti o attenuati attraverso alcune semplici abitudini quotidiane. Un primo aspetto fondamentale è l’idratazione: bere regolarmente durante la giornata, anche in assenza di sete, aiuta a contrastare disidratazione, affaticamento e difficoltà di concentrazione. Un ruolo altrettanto centrale è sostenuto dall’alimentazione: durante i mesi più caldi è consigliabile privilegiare pasti leggeri e facilmente digeribili, ricchi di vegetali, cereali integrali e alimenti contenenti magnesio e potassio, utili per sostenere energia e tono dell’umore.

Particolare attenzione va dedicata anche al sonno. Mantenere una buona igiene del sonno significa favorire un ambiente fresco e ben arieggiato, limitare l’uso di dispositivi elettronici nelle ore serali, evitare pasti pesanti, alcolici e sostanze stimolanti prima di coricarsi e cercare di mantenere orari di riposo il più possibile regolari. Anche una doccia tiepida prima di andare a letto può facilitare l’addormentamento.

Un altro elemento importante riguarda la gestione dei ritmi quotidiani. Durante l’estate tendiamo spesso a modificare abitudini e orari, esponendoci più a lungo alla luce, alle attività serali e a stimoli ambientali intensi. Mantenere una certa regolarità nella routine può favorire una migliore qualità del sonno e una maggiore stabilità emotiva.

Infine, è utile concedersi brevi pause durante la giornata, soprattutto nei momenti di maggiore caldo o affaticamento. Tecniche di rilassamento, esercizi di respirazione, mindfulness, una breve passeggiata o altre attività piacevoli possono aiutare a ridurre la tensione e a recuperare energie”.

Quando irritabilità, insonnia e calo dell’umore estivi non vanno sottovalutati e diventano un motivo per rivolgersi a uno specialista?

“È normale – come abbiamo spiegato poc’anzi – che durante i mesi estivi possano comparire periodi di maggiore stanchezza, irritabilità o difficoltà nel sonno, soprattutto in presenza di caldo intenso e cambiamenti nella routine quotidiana. Nella maggior parte dei casi si tratta di un disagio transitorio che tende a risolversi spontaneamente.

È opportuno, invece, prestare maggiore attenzione quando questi sintomi persistono per diverse settimane, diventano particolarmente intensi o interferiscono in modo significativo con la vita quotidiana. Alcuni segnali da non sottovalutare sono: insonnia persistente, difficoltà di concentrazione, marcato calo della motivazione, umore depresso, irritabilità difficile da controllare, isolamento sociale, ansia intensa o una sensazione costante di stanchezza che non migliora con il riposo.

Anche il ricorso frequente ad alcol, farmaci o altre strategie poco funzionali per gestire il disagio può rappresentare un campanello d’allarme. In questi casi, una consulenza psicologica può aiutare a comprendere meglio le cause del malessere e a individuare strategie efficaci per affrontarlo. Intervenire precocemente consente spesso di prevenire la strutturazione di difficoltà più persistenti e di recuperare più rapidamente il proprio equilibrio psicologico”.

Insonnia e irritabilità: a chi rivolgersi a Monza

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