Quasi un italiano su due continua a considerare l’abbronzatura sinonimo di bellezza o salute, ignorando i rischi legati all’esposizione solare. Secondo i nuovi dati dell’Osservatorio Heliocare 2026, su un campione di 1.500 italiani, il 92% degli italiani dichiara di utilizzare la protezione solare, la metà sceglie un fattore SPF 50 o superiore, ma solo il 16% la applica ogni giorno, tutto l’anno; il 20% non la riapplica mai ogni due ore; il 45% lo fa solo occasionalmente. C’è inoltre un 9% che dichiara di non utilizzare affatto la crema solare, ritenendola scomoda o inutile.
L’indagine evidenzia anche un’altra abitudine scorretta: il 36% degli italiani riutilizza quasi sempre i solari dell’anno precedente, compromettendone l’efficacia.
Eppure i numeri sul melanoma parlano chiaro. Secondo il rapporto “I numeri del cancro in Italia 2024″ di AIOM e AIRTUM, nel 2024 sono stati diagnosticati 12.941 nuovi casi di melanoma cutaneo, in netta crescita rispetto agli anni precedenti. Osservando una finestra temporale più ampia emerge che negli ultimi vent’anni, l’incidenza è più che raddoppiata e la finestra di vulnerabilità UV si è di fatto estesa a sette mesi l’anno: da metà marzo a metà ottobre, mentre le abitudini di protezione solare delle persone restano spesso ancora limitate alla stagione estiva.
La parola all’esperto
Con il Dott. Mariano, dermatologo del Poliambulatorio Modoetia di Monza, abbiamo approfondito l’importanza di una corretta protezione solare, le tipologie di filtri più efficaci e gli errori che le persone commettono più frequentemente.
SPF 30, SPF 50, SPF 50+: nella pratica quotidiana esistono differenze significative di protezione, oppure oltre una certa soglia il beneficio aggiuntivo diventa trascurabile?
“Diciamo le cose come stanno: tra un SPF 30 e un 50 passa solo un 2% di protezione in più (97% contro 99%). Sembra un’inezia, ma è un ottimo investimento. Il motivo? Quasi nessuno applica la quantità di crema necessaria per ottenere davvero il fattore scritto sul tubetto. Scegliere la 50 ci regala un prezioso ‘margine d’errore’: se ne metti poca o la stendi male, con una 50 resterai comunque meglio protetto rispetto a una 30 usata con la stessa approssimazione. È la scelta più intelligente per chi vuole massima sicurezza con il minimo sforzo”.
Qual è l’errore più frequente che i pazienti commettono nell’applicazione della crema solare e che vanifica anche un prodotto con SPF alto?
“L’errore più comune è quello che definisco ‘l’applicazione al risparmio’. Per risparmiare tempo o prodotto, quasi tutti applicano meno della metà della crema necessaria: per proteggere davvero tutto il corpo servirebbero circa 30ml di crema (quasi una tazzina da caffè), ma la maggior parte dei pazienti ne usa appena un terzo.
In questo modo, anche una SPF 50 scende drasticamente di efficacia, proteggendo come una 15 o meno. Se a questo aggiungiamo il fatto di dimenticare zone critiche come orecchie, piedi e retro del collo, e di non riapplicarla dopo il bagno o il sudore, lo scudo solare praticamente scompare. Il segreto non è solo il numero sulla confezione, ma la quantità generosa e la costanza nel rimetterla”.
Chi ha la pelle chiara o una storia familiare di melanoma dovrebbe seguire un protocollo diverso rispetto alla popolazione generale? E cosa cambia in termini di fototipo e raccomandazioni?
“Sì, chi ha la pelle chiara o familiarità con il melanoma deve seguire una strategia più rigorosa. Avendo meno melanina, il danno cellulare è quasi immediato: l’uso della SPF 50+ diventa un obbligo quotidiano, non un’opzione. Oltre alla protezione solare, il protocollo prevede l’uso di indumenti protettivi e, soprattutto, una mappatura dei nevi annuale. Per questi soggetti, la prevenzione non è solo protezione dai raggi, ma un monitoraggio costante per individuare precocemente qualsiasi mutazione invisibile a occhio nudo”.
Le creme solari con SPF alto per il viso – anche quelle usate quotidianamente in inverno o in città, lontano dalla spiaggia – sono davvero necessarie o è una raccomandazione eccessiva?
“Non è affatto un eccesso: i raggi UVA, responsabili di macchie e rughe, sono presenti tutto l’anno e filtrano anche attraverso le nuvole e i vetri. Usare una protezione alta ogni giorno è il gesto anti-aging più efficace per prevenire l’invecchiamento precoce e i danni profondi al DNA. Si può considerare una sorta di ‘polizza assicurativa’ per la salute della pelle nel lungo periodo”.
Esistono categorie di pazienti – persone con dermatite atopica, pelle trattata con retinoidi o acido azelaico, pazienti in follow-up post-asportazione di un neo – per cui la scelta della protezione solare deve essere guidata dallo specialista e non lasciata all’acquisto libero in farmacia?
“Assolutamente sì. Per chi soffre di dermatite atopica, una crema solare sbagliata può scatenare bruciore o eczemi. Servono formulazioni emollienti e senza profumo. Chi usa retinoidi o acido azelaico ha una pelle più sottile e fotosensibile: senza una protezione specifica e rigorosa consigliata dal medico, rischia gravi irritazioni e macchie indelebili.
Ancora più critico è il post-operatorio: una cicatrice fresca esposta al sole senza lo schermo adatto può scurirsi permanentemente. In questi casi, il solare non è un cosmetico, ma parte integrante della terapia. È compito dello specialista indicare filtri fisici o chimici specifici per evitare complicazioni che vanificherebbero i trattamenti in corso”.
Può infine indicarci 2-3 caratteristiche che distinguono un solare di qualità da un prodotto scarsamente efficace, a parità di SPF dichiarato in etichetta?
“Ecco le 3 caratteristiche che distinguono un solare di qualità in modo semplice:
- Resistenza alla luce (Fotostabilità): i filtri di qualità non si esauriscono subito una volta colpiti dal sole, al contrario restano stabili a lungo. Un prodotto economico invece potrebbe perdere efficacia in pochissimo tempo.
- Doppio scudo (UVB + UVA): un solare mediocre ti salva dalle scottature (UVB), ma uno ottimo ti protegge anche dalle rughe e dalle macchie (UVA). Controlla che sulla confezione ci sia il simbolo UVA dentro un cerchietto: è la garanzia che lo scudo è completo.
- Si stende bene e non ‘appiccica’: può sembrare solo un fatto estetico, ma se la crema è piacevole, non unge e non lascia righe bianche, sarai più invogliato a metterne la giusta quantità. Se una crema è fastidiosa, finirai per metterne pochissima, rendendola completamente inutile”.
Dermatologia al Poliambulatorio Modoetia di Monza
Al Poliambulatorio Modoetia di Monza, in Via Sempione 14, è disponibile un servizio di Dermatologia con visite specialistiche, visite tricologiche, mappatura nei, Patch Test, interventi di piccola chirurgia (Asportazione neoformazione e cisti anche su volto e cuoio capelluto) e biopsia chirurgica di lesioni cutanee.
Gli specialisti in Dermatologia disponibili, presso il Poliambulatorio Modoetia, sono:
Per prenotare una visita dermatologica è possibile contattare il Poliambulatorio telefonicamente al 039 230 1088, oppure via email a info@poliambulatoriomodoetia.it. È inoltre disponibile un sistema di prenotazione online direttamente sul sito. Il poliambulatorio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 20:00.
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